Innesto creativo # 2: Mona Lisa Tina

Livia Savorelli in dialogo con CARLA IACONO e MONA LISA TINA

Una cosa che la nostra società sta totalmente perdendo è l’empatia, la capacità di connettersi con l’Altro a livello emotivo e cognitivo, comprendendo i sentimenti (sia gioiosi sia dolorosi) altrui. Ma, come tu stessa hai fortemente voluto, Il giardino di Yoshimasa è anche e soprattutto luogo di cura, in cui poter sanare le ferite dell’animo, soprattutto quelle derivanti dalla perdita e dal lutto.
Quanto è stato importante per te accogliere un progetto così intimo e personale, quale la performance Non ti scordar di me di Mona Lisa Tina, tenutasi il 19 ottobre 2024, nella data del primo anniversario dalla tragica scomparsa della madre Helene Fall? La condivisione empatica di questo rito di saluto ma al contempo di liberazione condivisa dal dolore, cosa ha suscitato in te nelle diverse fasi in cui è stata strutturata l’azione?

Carla Iacono: Il giardino di Yoshimasa è nato come opera d’arte metamorfica e progetto multiforme, luogo di collaborazioni creative e al contempo luogo consolatorio e di cura per l’animo. D’altro canto le pratiche di impiego terapeutico dei giardini hanno origini antichissime e l’abbinamento con le attività artistiche ne potenzia ulteriormente l’efficacia. Ma accogliere un progetto così delicato, profondo e privato è stata una grande sfida, che va ben oltre le aspettative originarie, diventando esperienza fondamentale di riconciliazione e aggregazione.
Sono molto grata a Mona Lisa Tina per aver condiviso una testimonianza così importante, ricca di umanità e sensibilità, e per l’azione performativa emozionante e coinvolgente. Lo svolgersi del rito condiviso nelle diverse fasi, oltre a destare ricordi preziosi, ha suscitato in me la percezione di aver raggiunto uno stato di reciproca “compassione”, nel senso etimologico del termine, condivisione emotiva che “ripara” le rotture dell’anima e allevia il peso del dolore, fino all’atto finale, liberatorio e catartico.

Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Diego Santamaria
Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Diego Santamaria

Nella tua pratica, che si intreccia con l’arteterapia, hai dovuto imparare ad ascoltare il dolore, a respirarlo e a convivere con la perdita, la separazione. Il lutto fortemente doloroso, ancor più perché inaspettato, ti ha travolta come un tornado e attraverso l’Arte hai potuto dar voce ad un dolore che ti stava distruggendo. Ad un anno dalla tragica scomparsa di tua madre, quale è stato il potenziale rigenerativo di Non ti scordar di me? Senti di essere riuscita a “lasciarla andare”?

Mona Lisa Tina: La dimensione del lutto, o più in generale di ogni perdita che ci troviamo a vivere, richiede tempo per poter essere “digerita” e integrata nel bagaglio biografico di ogni persona. Nel mio caso, in seguito alla tanto tragica quanto improvvisa scoperta della morte di mia madre, per tanti mesi ho convissuto con sentimenti di rabbia, di frustrazione e profonda tristezza. Mettendo da parte il rancore e lo sdegno nei confronti delle autorità austriache – che a mio avviso non hanno svolto correttamente il loro dovere – mi sono chiesta, in qualità di artista visiva e professionista della relazione d’aiuto, se, io stessa per una volta non potessi attuare attraverso il linguaggio a me familiare, quello dell’Arte, una possibile trasformazione emotiva per alleviare il mio profondo dolore. È così che ho avviato un difficile ma necessario lavoro di introspezione. Nell’articolarsi dell’azione performativa, condivisa in modo significativo con Carla e in presenza di persone sensibili e a me care, è stato meno sofferto salutare mia madre e separarmi simbolicamente da lei. Soltanto a conclusione dell’evento e nei giorni a seguire, mi sono resa conto quanto effettivamente l’arte, connotandosi nella concretezza del suo fare e opponendosi in assoluto al disfacimento del reale e alla sua caducità, sia capace per sua peculiarità di restituire significato al sentimento di perdita di senso che il mistero della morte suscita. Nel delicato procedere verso questa nuova consapevolezza è avvenuta una rinnovata scoperta di me stessa, più integrata e più completa.

Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Gianluigi Boleto
Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Gianluigi Boleto

Uno degli elementi chiave, su cui è stata costruita l’azione, è il rapporto madre-figlia declinato con la lettura di alcune filastrocche che accompagnavano delle illustrazioni per l’infanzia da lei realizzate che hai trovato nella casa di Salisburgo di tua mamma, alternato all’ascolto della filastrocca La fata bambina di Carla dedicata alla figlia Flora…

Mona Lisa Tina: È incredibile come questa toccante coincidenza abbia consolidato ancor di più la poetica generale dell’ampio e articolato progetto de Il giardino di Yoshimasa con il messaggio del mio intervento. La lettura alternata delle due filastrocche, in lingua italiana e in tedesco, ha fatto emergere un doppio canale comunicativo tra me e Carla: nei nostri differenti ruoli, lei di madre e io di figlia, si è venuto a creare un delicato dialogo espressivo che ha amplificato la riflessione sull’importanza dei legami famigliari, sia esistenti sia interrotti, nonostante la loro complessità. E a proposito di questo, forse non è un caso che ogni volta che mi trovo a leggere la filastrocca della mamma io provi una particolare sensazione, che ha origine da una “strana” fantasia: la convinzione che la realizzazione di qualcosa di bello e creativo – sotto forma di un libro per l’infanzia – sia nata dalla sua volontà di compensare possibili mancanze nei confronti dei propri figli, per offrire ad altri bambini ciò che forse, tra le tante cose, avrebbe voluto donare a me e ai miei fratelli.

Carla Iacono: È stata una bellissima sorpresa scoprire che entrambe avevamo pensato di utilizzare, nel corso dell’evento, delle filastrocche che testimoniassero il rapporto madre-figlia, pur nella differenza dei ruoli, in una sorta di continuità generazionale.
La lettura alternata dei testi ha così suggellato un dialogo sincero e profondo nel sottolineare l’importanza dei legami e degli affetti, e nel riportare alla memoria, non senza nostalgia, momenti di tenerezza profonda. Credo che l’alternanza della lingua italiana e di quella tedesca abbia enfatizzato ulteriormente il messaggio, conferendovi una dimensione di universalità.

Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph Gianluigi Boleto

Nella Serra della Casa del Sole sono stati esposti trentanove disegni a tema fiabesco e religioso, nonché le tavole a colori che riproducevano bambini che giocavano in un giardino ed alcuni oggetti personali di Helene Fall, a questo hai voluto aggiungere un libro di medie dimensioni, dal titolo Il tuo ricordo è la mia unica felicità. Quanto è stato importante condividere e lasciare andare? Perché hai scelto di dar vita a un libro con i suoi disegni?

Mona Lisa Tina: Condividere e lasciare andare un lutto significa affrontare il dolore della perdita, accogliere la realtà della morte e riorganizzare a poco a poco la propria vita in assenza della persona cara. Per quanto mi riguarda, ciò ha rappresentato riconoscere e accettare il vuoto che la scomparsa di mia madre ha inesorabilmente lasciato interiormente dentro di me, ma ha fatto sì che io attingessi ad altre risorse: quelle risorse insite nel potere trasformativo della natura dell’arte, che mi hanno restituito una profonda comprensione del legame affettivo con lei e un equilibrio emotivo altro. È sulla base di questa considerazione che ho deciso di raccogliere in un volume una selezione dei suoi disegni, mostrando ai presenti la bellezza dei contenuti e del segno grafico. Infine per rispondere alla domanda iniziale, sono altresì contenta di poter confermare che mia madre amasse molto disegnare, sia perché la considerava una forma di auto-cura e rilassamento che la distraeva dalle preoccupazioni quotidiane, sia perché disegnare la aiutava a raggiungere una condizione di benessere e di piacere.

Disegno di Helene Fall
Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Gianluigi Boleto
Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph Gianluigi Boleto

Infine, l’ultimo atto di commiato con la liberazione di una colomba bianca…

Mona Lisa Tina: L’atto di liberazione della colomba bianca come fase finale di “Non ti scordar di me” ha voluto accogliere sentimenti di pace, speranza e di riconciliazione con il dolore. Sentimenti che hanno preso il posto dello sgomento e dell’impotenza, alla fine di un lungo processo di analisi. Continuare il cammino della mia esistenza oggi vuol dire ricordare mia madre, con incondizionato amore e compassione.

Carla Iacono: Il simbolo della colomba bianca rappresenta storicamente pace, rinascita e speranza. L’atto della liberazione al termine dell’evento performativo è il perfetto epilogo di un percorso interiore condiviso di consapevolezza, elaborazione e trasformazione emotiva, in sintonia con lo spirito de Il giardino di Yoshimasa, metafora del Kintsugi che ripara le ferite dell’anima. Personalmente ho percepito l’attimo in cui la colomba ha spiccato il volo come un istante sospeso, un momento prezioso che il giardino saprà proteggere e conservare, per sempre. Citando Jorn de Précy: Noi che sulla terra abbiamo un tempo limitato, riconosciamo nei giardini luoghi in cui il tempo si ferma, rifugi in cui il tempo sembra illimitato, senza età.

Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Gianluigi Boleto
Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Gianluigi Boleto
Mona Lisa Tina, Non ti scordar di me, 2024, dialogo performativo con Carla Iacono per Il giardino di Yoshimasa, Casa del Sole, Ceranesi (GE). Ph. Gianluigi Boleto

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