Cinzia Battagliola | Loris Ferri | Alessandro Giampaoli. Un altro dove

Un progetto di CARLA IACONO
a cura di Livia Savorelli

Special Guests: Cinzia Battagliola | Loris Ferri | Alessandro Giampaoli
Un altro dove
storie di piante

Presentazione della restituzione della residenza:
sabato 21 giugno 2025 ore 17

Il secondo appuntamento del 2025 de Il giardino di Yoshimasa – il quarto innesto a partire dall’inaugurazione del progetto nell’agosto 2024– si terrà sabato 21 giugno alle ore 17 alla Casa del Sole di Ceranesi (GE). Come nel precedente innesto creativo, il dialogo si svolgerà a più voci, creando una sorta di comunità artistica che, durante la settimana di residenza, insieme con Carla Iacono, artista ideatrice del progetto e padrona di casa, e con la curatrice Livia Savorelli, vivrà il giardino in tutte le sue sfaccettature, quale luogo privilegiato in cui, attraverso i cicli naturali delle piante e i rituali che la cura delle stesse comporta, si possono evocare energie profonde, quasi primordiali.

Gli artisti scelti per la seconda residenza dell’anno, che si terrà la penultima settimana di giugno, sono Cinzia Battagliola e Alessandro Giampaoli in dialogo poetico con Loris Ferri, i cui progetti pensati per Il giardino di Yoshimasa sono accomunati da una visione sinergica in cui le connessioni tra esseri umani e piante richiamano relazioni archetipiche e ancestrali.

Le due progettualità sviluppate da Battagliola (con Relazioni botaniche) e da Ferri/Giampaoli (e l’impetuosa luce che esplodendo sospinge il miraggio di un sogno e schiude un fiore) saranno presentate al pubblico nell’evento di restituzione, dal titolo Un altro dove, che si terrà sabato 21 giugno alle ore 17.

Carla Iacono presenta

Un altro dove
storie di piante
a cura di Livia Savorelli
evento di restituzione della residenza di Cinzia Battagliola, Loris Ferri e Alessandro Giampaoli

sabato 21 giugno 2025 ore 17

Casa del Sole
via San Bernardo 5, Ceranesi (GE)

Info: info@ilgiardinoyoshimasa.it
www.ilgiardinoyoshimasa.it

CINZIA BATTAGLIOLA
il progetto di residenza per Il giardino di Yoshimasa: Relazioni botaniche

Il progetto concepito da Cinzia Battagliola per il Giardino di Yoshimasa ha le sue radici nel lavoro Impronte di me-moria che esplora il delicato processo di lasciare andare la propria casa natale, a seguito della scomparsa del padre, luogo intriso di ricordi ed emozioni. L’artista ha “portato fuori” dalla casa, in una sorta di rituale, alcuni oggetti di uso quotidiano, fotografandoli uno ad uno con una macchina Polaroid e pellicole tonde, sì da decontestualizzarli ed assurgerli a preziose testimonianze. Ed ecco che, nel reiterarsi del rito, passando dall’interno all’esterno della casa, Battagliola nota come nel giardino, ormai abbandonato, molti germogli, un tempo ordinatamente disposti nelle aiuole, siano ora sparsi ovunque: tra i sassi, nell’erba, persino nelle crepe del cemento. “Piantine di gigli arancioni circondano ogni cosa, in una forma di resilienza che commuove e consola: tra poco tutto sarà un fiore, una distesa di boccioli che coprirà il terreno come un manto silenzioso e vibrante di vita” racconta l’artista, e cita lo scrittore e paesaggista Gilles Clément nella Piccola Pedagogia dell’erba: “Mi piace l’incolto perché non fa riferimento a niente di deperibile. Al suo interno, le specie possono darsi all’invenzione”.

Dall’energia scaturita da tale cambiamento Impronte di me-moria si espande così all’esterno della casa per “portare fuori” alcune di queste piantine, trapiantandole in un vaso contenente la terra in cui sono nate per poi trasportarle nel giardino di Yoshimasa. Assecondandone l’istinto di sopravvivenza, le piante potranno continuare a crescere creando, come fanno con le radici, legami invisibili ma forti e, come in un innesto, questo gesto “di cura reciproca” unirà i due luoghi distanti, creando un legame profondo tra i due giardini, testimoni di preziose memorie.

Il progetto include la realizzazione di scatti in Polaroid dei fiori del giardino d’infanzia di Cinzia Battagliola; tra una fotografia e l’altra uno scatto vuoto, senza immagine, restituirà la percezione della mancanza e della perdita. Alcune delle pellicole, attraverso la tecnica del trasferimento di emulsione, verranno staccate dal negativo per ottenere filamenti che assomiglino alle radici; questi, trasferiti su cartoncino da acquarello, daranno forma visiva e simbolica alle connessioni.

Nella serra del giardino di Yoshimasa verranno esposte le Polaroid, alcune delle quali inserite in contenitori speciali, ed i lavori realizzati durante la settimana di residenza con varie tecniche di sperimentazione fotografica.

LORIS FERRI e ALESSANDRO GIAMPAOLI
il progetto di residenza per Il giardino di Yoshimasa: e l’impetuosa luce che esplodendo sospinge il miraggio di un sogno e schiude un fiore

(da un verso di Loris Ferri)

Le piante abitano il pianeta Terra da circa 500 milioni di anni. In un lungo processo evolutivo hanno sviluppato capacità e strategie di sopravvivenza avanzate, affrontando catastrofi naturali, attacchi parassitari, agenti patogeni, cambiamenti climatici, espansione urbana e industriale, inquinamento. Pur prive di un sistema nervoso e di un cervello come quello umano e animale, è scientificamente provato che le piante comunichino tra loro, rispondano a stimoli esterni, abbiano la capacità di apprendere e ricordare.
La memoria delle piante, che può essere definita molecolare, è strettamente connessa ai meccanismi di difesa: conservano ad esempio traccia delle esperienze traumatiche, modificando tempi di reazione e capacità di risposta.
Un altro dato interessante è l’interazione della pianta con l’ambiente circostante. Questa riguarda la porzione aerea ma soprattutto il suolo dove affonda le radici.
In una trasposizione poetica possiamo immaginare le piante come testimoni del tempo, custodi della memoria della Terra, di una memoria antica che si traduce in “saggezza naturale”. Ci sono piante la cui presenza accompagna generazioni di esseri umani.
Nel tentativo di evadere da una visione antropocentrica, immaginiamo allora che nel Giardino di Yoshimasa siano proprio le piante ad essere protagoniste, veicolando una memoria arcaica ed una più prossima del luogo e di chi lo ha vissuto. Saremo noi ad ascoltarle, a dialogare con loro e dargli voce, costruendo insieme quello che sarà il “coro del giardino”.


Il giardino di Yoshimasa

Il giardino di Yoshimasa è l’ultimo progetto in ordine di tempo di Carla Iacono e prende vita in un luogo particolarmente caro all’artista: la Casa del Sole di Ceranesi, in provincia di Genova, è infatti da molti anni il luogo di vita e lavoro della Iacono. Un luogo di cura e amore che drammaticamente nel 2021 è stato attraversato dal grande dolore della perdita, a seguito della prematura scomparsa dell’adorato marito Guido. Da qui l’idea di trasformare quello che in precedenza era stato un orto, in un hortus conclusus, realizzato con la collaborazione dell’architetto paesaggista Andrea Castagnaro: quattro aiuole contrapposte collocate intorno a una fontana di cemento dalla forma tondeggiante da cui fuoriesce l’acqua (nel suo significato simbolico di rigenerazione e rinascita), in cui – assecondando i ritmi delle stagioni e rimandi filosofici, alchemici e spirituali – si alternano piante officinali piante velenose, piante con fiori verdi e piante con fiori neri, sottolineando così la dicotomia vita/morte, speranza/disperazione. Un luogo per lenire le ferite, per trasformare il dolore della perdita in un humus rigenerante l’anima e il corpo, un luogo che funga da collante di relazioni umane e professionali, riconnettendo menti creative accomunate da affinità poetiche e stilistiche.
Ne Il giardino di Yoshimasa la rigenerazione viene evocata anche attraverso il dialogo e la collaborazione creativa, il giardino diviene così anche luogo di accoglienza e di ascolto dell’altro, elemento di riflessione per dar vita a importanti “innesti creativi”, scambi intellettuali volti a realizzare progettualità site-specific e interventi a quattro mani, attraverso residenze, performance, letture e incontri. La direzione artistica del progetto è affidata alla curatrice Livia Savorelli.

Il 30 agosto 2024 è stato presentato il progetto generale de Il giardino di Yoshimasa e i risultati del primo innesto creativo con l’artista Armida Gandini che,dopo una residenza di una settimana alla Casa del Sole, ha realizzato l’opera site-specific LIBRI DINCIAMPO. Il secondo innesto creativo, tenutosi il 19 ottobre, ha visto protagonista la performer e arte terapeuta Mona Lisa Tina con la performance NON TI SCORDAR DI ME, in dialogo con Helene Fall. Infine, nel terzo innesto, avvenuto il primo marzo, le artiste Laura Lambroni e Narda Zapata hanno realizzato due performance basate sull’importanza del rituale come processo di profonda trasformazione e rigenerazione.


NOTE BIOGRAFICHE

CARLA IACONO

Carla Iacono vive e lavora a Genova, utilizzando diversi media tra cui fotografia, collage e installazione. Il suo lavoro, incentrato sui temi del corpo e della metamorfosi, analizza principalmente il delicato periodo dell’adolescenza e i suoi “riti di passaggio”, visti come straordinario momento di crescita in cui si colloca lo sforzo per raggiungere la propria identità. La presenza costante di elementi autobiografici, come l’utilizzo della figlia come soggetto, ne enfatizzano la rappresentazione e la rendono simbolo concreto del delicato percorso che, tra dubbi ed ansie, conduce ogni adolescente alla maturità. Aperta alle contaminazioni tra media, nei lavori fotografici più recenti Carla Iacono inserisce elementi a collage di grande valore simbolico e li accosta ad installazioni che richiamano mondi onirici e surreali, realizzando lavori colti e ricchi di riferimenti a pittura, letteratura e cinema. Affascinata dalle contaminazioni tra immagini e testi, ha pubblicato vari libri illustrati con fotografie e collage. I suoi lavori sono pubblicati in numerosi cataloghi di esposizioni in Italia e all’estero e sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Musinf (Museo d’Arte Moderna dell’Informazione e della Fotografia) di Senigallia, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce e Il Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo a Genova.
www.carlaiacono.it

LORIS FERRI

Loris Ferri (Fano, 1978) è un poeta e curatore culturale italiano, ha fatto parte della redazione della rivista di letteratura e realtà “La Gru” e del movimento “Calpestare l’oblio”. Due grandi temi caratterizzano la sua ricerca poetica: i margini, intesi come richiamo ai confini dell’esistenza; la natura, letta in chiave simbolica. Dal canto civile al canto delle piccole cose, in Loris Ferri la ricerca di sé vive in relazione alla ricerca dell’altro e costituisce il nucleo centrale della sua poesia. Nel 2024 pubblica, insieme al pittore Alessandro Giampaoli, il libro d’arte Alla fine del tempo. Sulle tracce della dimenticanza (NFC Edizioni) e nel 2025 esce la sua antologia Sull’argine del mondo (Edizioni Ensemble).

ALESSANDRO GIAMPAOLI

La ricerca artistica di Alessandro Giampaoli (Italia, 1972) è un’avventura mistico-simbolica che esplora la Natura e la natura umana.
Il disegno e la pittura caratterizzano la prima fase della sua formazione artistica. Diplomatosi all’Accademia di Belle Arti di Urbino, si perfeziona all’Istituto Europeo di Design di Milano. Da questo momento inizia ad esplorare nuove soluzioni espressive attraverso fotografia, video e installazione, creando situazioni immersive, con una struttura narrativa, spesso dialogica in cui la tradizione figurativa del passato viene vivificata nella rappresentazione essenziale di simboli e archetipi. Le sue opere, in cui la Natura è sempre una presenza viva, fluida e avvolgente, si nutrono di una costante tensione verso la dimensione del sacro, affrontando la tematica della disarmonia causata dalla separazione tra uomo e natura. Emergono evidenti anche riferimenti al mito e suggestioni letterarie.
Dal 2000 ha esposto in mostre personali, collettive e fiere d’arte in Italia, Olanda, Spagna, Inghilterra, Cina, Russia, Francia. Sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private.
L’attuale ricerca vede la pittura tornare al centro della pratica artistica, con lo sviluppo di un nuovo linguaggio ermetico che l’artista definisce “mitologia naturale”, in cui tutto è concepito come unità esistenziale indistinta. Vive e lavora a Pesaro.

CINZIA BATTAGLIOLA

Cinzia Battagliola è nata a Brescia dove vive e lavora. Inizia il suo percorso artistico nel 2010 dopo aver dedicato molti anni all’approfondimento della fotografia attraverso corsi, workshop, letture e frequentazioni con fotografi, artisti e curatori, trovando nell’autoritratto la propria espressione artistica. Utilizzando una macchina Polaroid, gli scatti seguono un progetto di sequenze che ritraggono il corpo come contenitore di memoria ed elemento in continua trasformazione, dove la ricerca del sé è una costante presente in ogni lavoro.
Nel 2015 Battagliola ha pubblicato il suo primo libro fotografico, Sul filo dei sogni, inserito nel circuito dei concept store milanesi, tra cui Carla Sozzani e Armani Libri. Dal 2023 ha realizzato alcuni cofanetti d’artista stampati e rilegati a mano, in edizione limitata e numerata, entrando a pieno titolo nel mondo della Microeditoria.
Nel 2016 e nel 2017 è stata curatrice di due importanti esposizioni presso lo Spazio Contemporanea di Brescia. Ha partecipato a numerosi eventi ed esposizioni in molte città italiane (Venezia, Bologna, Firenze, Genova, Brescia, Milano, Senigallia, Carrara), tra cui il Brescia Photo Festival presso il Museo S. Giulia nella sezione dedicata all’autoritratto femminile curata da Mario Trevisan e Donata Pizzi.
Dal 2007 Battagliola affianca l’attività artistica con il lavoro nelle scuole per promuovere la fotografia come mezzo espressivo e di linguaggio e, dal 2017, organizza workshop dedicati alla fotografia istantanea e all’autoritratto in varie città italiane. Dal 2021 collabora con la Fondazione Negri di Brescia.
Le sue opere sono presenti nella collezione permanente del Museo Musinf di Senigallia ed in numerose collezioni private.

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