Florilegio n. 1 | Teatrum Botanicum. Ludi chartarum et musicarum, artes magicae, scripta, insecta

Un progetto di CARLA IACONO
a cura di Livia Savorelli

Special project – Florilegio n. 1

Teatrum Botanicum
Ludi chartarum et musicarum, artes magicae, scripta, insecta

progetto speciale di Alberto Cerchi

sabato 29 novembre 2025 ore 16

Con cinque innesti creativi all’attivo, lo scorso 30 agosto Il giardino di Yoshimasa ha festeggiato il suo primo anno di vita. Gli innesti creativi, preziosi scambi intellettuali atti a realizzare progettualità site-specific e interventi a più mani, sono stati sapientemente orchestrati da Livia Savorelli, direttrice artistica de Il giardino di Yoshimasa, e hanno visto protagonisti artisti/e, performer e poeti (Armida Gandini, Mona Lisa Tina, Laura Lambroni, Narda Zapata, Cinzia Battagliola, Alessandro Giampaoli, Loris Ferri, Vanni Cuoghi, Cesare Galluzzo, Asako Hishiki) che, ospitati in residenza, hanno lasciato tracce preziose e creato connessioni potenti, contribuendo via via a trasformare il giardino in un’opera d’arte metamorfica, pulsante di vita e di energia.

In parallelo agli innesti creativi, che riprenderanno a marzo 2026, il prossimo 29 novembre Il giardino di Yoshimasa inaugura una nuova tipologia di esperienze, che verranno realizzate in collaborazione con artisti genovesi e realtà locali.
Si chiameranno Florilegi, non solo per il rimando al mondo poetico e botanico, ma anche per sottolinearne la coralità e la miscellanea di suggestioni artistiche che gli eventi cercheranno di evocare.
Il primo florilegio presenta un progetto di Alberto Cerchi, autore poliedrico di meraviglie, dal titolo evocativo Teatrum Botanicum. Ludi chartarum et musicarum, artes magicae, scripta, insecta.

«Ho pensato a un gioco per il giardino, Hortus Conclusus e luogo degli affetti… a Carla mi lega una sensibilità comune per le immagini che evocano e suggeriscono, ma soprattutto si trasformano e prendono nuove vite; anche l’amore per i libri, certo, libri/gioco, piccoli scrigni di meraviglie. Se devo pensare ad un contenitore perfetto però, penso ad un teatrino, quelli piccoli, da tavolo e da mensola, luoghi di memorie infantili e adulte.
Mi accompagnano in questo viaggio tre presenze femminili, portatrici ed evocatrici, come le tre muse: le piccole scenografie di Zoe, le antiche scritture di Homy, le memorie da entomologo di Sonia. Ci sono anche, naturalmente, tracce della mia storia lungo il tragitto: evocazioni Arcimboldesche, carte e simboli da giardini segreti, libri guida, sprazzi di “ironia Munariana”. Il tutto legato dalle suggestioni sonore di Stefano Caronte, elettronico ed arcaico allo stesso tempo, alchimista punk, ierofante e menestrello, e amico…ʺ, racconta Alberto Cerchi, autore del progetto.

Carla Iacono presenta

Teatrum botanicum
Ludi chartarum et musicarum, artes magicae, scripta, insecta

Progetto speciale per Il giardino di Yoshimasa

a cura di Alberto Cerchi
con Zoe Amato, Homeyra Hosseini, Sonia Soffritti

musiche di Stefano Bertoli
con Erica Volta, Nicolò Baricchi e Maurizio Mongiovì

sabato 29 novembre 2025 ore 16

Casa del Sole
via San Bernardo 5, Ceranesi (GE)

Info: info@ilgiardinoyoshimasa.it
www.ilgiardinoyoshimasa.it

Il progetto speciale concepito da Alberto Cerchi per Il giardino di Yoshimasa ruota intorno al gioco, con un’impronta munariana che l’autore applica ormai da molti decenni, offrendoci una miscellanea di meraviglie ed installazioni, rispettose del luogo, che sottolineano il significato e il valore polisemico del giardino, con una particolare attenzione alle forme e ai materiali.

Ci viene quindi presentata una sorta di personale Wunderkammer, attraverso lo sviluppo dalla seconda alla terza dimensione con carte, libri d’artista, teatrini, microscenografie da viaggio, fino alla ricerca, realizzata insieme a Coca Frigerio, che trasforma le quattro stagioni di Arcimboldi in costumi teatrali, composti di frutta e verdura, pronti per il palcoscenico.
E ancora i tarocchi ispirati al misterioso giardino dei mostri di Bomarzo, voluto dal Conte Orsini nel 1600, che sono invenzione e gioco simbolico al contempo.

La Wunderkammer così tracciata accoglierà poi ulteriori meraviglie, che ne potenzieranno la magia: magia del giardino che ritroviamo nel personale bestiario entomologico di Sonia Soffritti, disegnatrice, writer, tatuatrice, qui pone le sue creature a contatto diretto con la natura rappresentata dal melograno nelle due fasi di vita e morte, ancora un gioco di rimandi e materiali leggeri, che simulano la pelle in dialogo con la corteccia degli alberi.

Homeyra Hosseini, calligrafa e artista, continua a scrivere in persiano, infaticabilmente, su tutto quello che può contenere e supportare la sua bellissima calligrafia, antica e misteriosa. Per il giardino ha deciso di usare le foglie per le sue trame di segni, formando texture raffinate, fragili e poetiche.

Zoe Amato, scenografa, gioca invece con il simulacro della natura, creando una sorta di mimesi con materiali poveri che compongono una installazione scenica, ancora un teatro che gioca con le forme e le sensazioni tattili, asciutte e scabre, anche nella scelta cromatica, quasi una scenografia del giardino nei suoi elementi primari e primordiali…

Oltre alle quattro aiuole di Yoshimasa, cuore del progetto sarà ancora una volta la serra, che diventerà essa stessa una vera e propria Wunderkammer, con oggetti curiosi, mirabilia contemporanee, memorie raccolte con amore e ostinazione, libri preziosi per il loro significato, schizzi, disegni, progetti, installazioni e citazioni…

Accompagna il viaggio Stefano Bertoli, musicista eclettico, che darà vita ad un “giardino sonoro” facendo produrre direttamente alle piante la musica che ci guiderà nel percorso, avendo come centro quello che è un vero e proprio hortus conclusus, con varietà che vanno dalle medicinali alle velenose, dalle piante con fiori verdi alle piante nere, in una geometria simmetrica che ha come centro l’acqua.
Il suono si sposterà poi vicino alla serra, dove l’Arpa, suonata da Erica Volta, sarà la voce che incanta e la ninfa che ci ammalierà…

Il giardino di Yoshimasa

Il giardino di Yoshimasa è l’ultimo progetto di Carla Iacono e prende vita in un luogo a lei particolarmente caro. La Casa del Sole di Ceranesi, in provincia di Genova, è infatti da molti anni il luogo di vita e lavoro dell’artista, luogo di cura e amore che drammaticamente nel 2021 è stato attraversato dal grande dolore della perdita, a seguito della prematura scomparsa dell’adorato marito Guido. Da qui l’idea di trasformare quello che in precedenza era stato un orto in un hortus conclusus, realizzato con la collaborazione dell’architetto paesaggista Andrea Castagnaro: quattro aiuole contrapposte collocate intorno a una fontana di cemento dalla forma tondeggiante da cui fuoriesce l’acqua (nel suo significato simbolico di rigenerazione e rinascita), in cui – assecondando i ritmi delle stagioni e rimandi filosofici, alchemici e spirituali – si alternano piante officinali a piante velenose, piante con fiori verdi a piante con fiori neri, sottolineando così la dicotomia vita/morte, speranza/disperazione. Un luogo per lenire le ferite, per trasformare il dolore della perdita in un humus rigenerante l’anima e il corpo, un luogo che funga da collante di relazioni umane e professionali, riconnettendo menti creative accomunate da affinità poetiche e stilistiche.
Ne Il giardino di Yoshimasa la rigenerazione viene evocata anche attraverso il dialogo e la collaborazione creativa, il giardino diviene così anche luogo di accoglienza e di ascolto dell’altro, elemento di riflessione per dar vita a importanti “innesti creativi”, scambi intellettuali volti a realizzare progettualità site-specific e interventi a quattro mani, attraverso residenze, performance, letture e incontri. La direzione artistica del progetto è affidata alla curatrice Livia Savorelli.

NOTE BIOGRAFICHE

Carla Iacono

Carla Iacono vive e lavora a Genova, utilizzando diversi media tra cui fotografia, collage e installazione. Analizza spesso i riti di passaggio, momenti evolutivi in cui si colloca lo sforzo per raggiungere la propria identità, e la strumentalizzazione delle differenze culturali, arricchendo la propria ricerca con riflessioni sulle difficoltà di dialogo. La serie Re-velation, ad esempio, che include ritratti con veli di diverse culture, pur essendo una ricerca antropologica, è stata percepita dai Musei Ecclesiastici Italiani come occasione per aprirsi al contemporaneo: per più di due anni Re-velation è stata in tour con esposizioni in importanti musei e luoghi d’arte. Aperta alle contaminazioni tra media, nei lavori fotografici più recenti Carla Iacono inserisce elementi a collage di grande valore simbolico e li accosta ad installazioni che richiamano mondi onirici e surreali, realizzando lavori colti e ricchi di riferimenti a pittura, letteratura e cinema.
I suoi lavori sono pubblicati in numerosi cataloghi di esposizioni in Italia e all’estero e sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private, tra cui il Musinf di Senigallia, il Museo Nazionale del Cinema di Torino, il Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce e Il Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo a Genova. L’ultimo lavoro, Il giardino di Yoshimasa, realizzato in memoria dell’adorato marito Guido Geerts, dal 2024 è diventato luogo di scambi creativi attraverso residenze, performance e incontri.
www.carlaiacono.it

Alberto Cerchi

Alberto Cerchi è grafico, illustratore, autore di libri sulla didattica creativa, esperto di laboratori d’arte. Dal 1986 incontra Bruno Munari e il metodo giocare con l’arte attraverso Coca Frigerio, con la quale inizia un sodalizio artistico e di vita. Insieme progettano libri, laboratori, mostre, percorsi visivi, corsi di formazione collaborando con istituzioni pubbliche e private; aprono lo studio artegioco a Genova, attualmente archivio del loro lavoro, documentato nelle molte pubblicazioni, tra le altre Giunti, Zanichelli, ArteBambini, ed. Corsare, Erga…
Negli ultimi anni si è dedicato sempre più ai progetti inclusivi, con soggetti deboli, ed ha realizzato allestimenti per QuartoPianeta nell’ex Ospedale Pscichiatrico di Genova Quarto con mostre multimediali dedicate a Pasolini, Don Milani, Basaglia.
Da segnalare la mostra “valigie d’artista”, omaggio a Marcel Duchamp e alle sue Boite en valise esposta a Palazzo Ducale di Genova, per il quale ha realizzato laboratori sulle mostre più importanti degli ultimi anni, da Rubens, a Kandinsky, da Lucio Fontana a Escher tra le altre.
Per il Museo Luzzati ha realizzato e coordinato, sempre con Coca Frigerio, la sezione didattica aperta a bambini e adulti sulle tematiche del maestro scenografo e illustratore.
www.artegioco.it

Homeyra Hosseini (Homy)

Homeyra Hosseini è nata in Iran. Prima di lasciare il suo paese per motivi di studio, si dedicava allo sport e alla sua passione più grande, l’arte, da qui ha svolto vari corsi tra cui: miniatura, musica, tessitura di tappeti, bigiotteria e calligrafia. Arrivata in Italia, si è laureata in scienze internazionali e diplomatiche a Genova, dove risiede ormai da molti anni. Da qualche anno si dedica completamente alla calligrafia unendo la tradizione persiana a quella contemporanea, creando così un dialogo tra culture diverse. Utilizza una ampia tavolozza di colori, creando contrasti che caratterizzano la bellezza della calligrafia. Si è specializzata nella calligrafia persiana e nella sua evoluzione moderna, chiamata “naqqashi khat” una forma d’arte che fonde la scrittura con la pittura. Lei non è solo un’artista, ma una voce potente della cultura persiana contemporanea, capace di portare la bellezza e la profondità dell’ alfabeto persiano nei cuori di un pubblico globale. Ogni sua opera è una connessione tra passato e presente, visibile e invisibile. Ha partecipato a svariate mostre collettive e personali, collaborando a diversi progetti, portando la bellezza della calligrafia persiana in contesti artistici e culturali di livello, conducendo workshop, prendendo parte a webinar internazionali dedicati all’arte e alla scrittura, a convegni e performance dal vivo.

Sonia Soffritti

Sonia Soffritti, disegnatrice e tatuatrice, ha esperienza nell’utilizzo di molteplici tecniche e media tra cui colori ad olio, vernici, spray, cenere. Artista poliedrica, si è formata grazie al suo percorso accademico e alla sua grande sensibilità verso gli ambienti culturali. Nel corso del suo percorso artistico ha avuto modo di confrontarsi con molteplici esperienze creative che l’hanno avvicinata all’arte del disegno. Assidua conoscitrice della tecnica pittorica, scandisce sulla sua tela ogni elemento temporale e sensoriale; ultimamente predilige l’utilizzo di matite e pastelli ad olio.
Realizza inoltre disegni con una penna rotativa ad inchiostro che diventano successivamente tatuaggi, sia su pelle vera che sintetica. Nel corso del suo percorso artistico ha esposto in numerose mostre personali e collettive.

Zoe Amato

Laureata in Scenografia presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, vive tra Genova e Bologna, dove si sta specializzando in Scenografia del Teatro d’Opera e Spettacolo Musicale.
Ha all’attivo numerosi stage e tirocini in ambito tecnico-artistico teatrale, in particolare nel settore dell’attrezzeria scenica, con esperienze che vanno dal disegno tecnico e prospettico per scenografie alla realizzazione di bozzetti e modelli in scala, preparazione di moodboard e presentazioni visive, alla costruzione di elementi scenici in molteplici tipologie di materiali.
Dal 2021 collabora come assistente per la progettazione e l’allestimento di mostre nell’ambito del festival annuale QuartoPianetaFestival presso lo Spazio 21 all’ex ospedale psichiatrico di Quarto a Genova.

Stefano Bertoli

Nasce musicalmente nei primissimi anni ‘80 come batterista/percussionista di area Free Jazz/Free Impro, suonando principalmente all’estero e collaborando sia con gruppi italiani (Malà Strana e Iconae) che internazionali (Ordo Equitum Solis). Da quasi quarant’anni attraversa ogni sentiero della musica elettronica sperimentale, alternando la professione di fonico a quella di musicista e conduttore di clinic specializzate su sintetizzatori e strumenti elettronici rari. Collabora, in studio e dal vivo con diverse realtà italiane (AndromacA, Team Hydra, Thru the Leaves) e Internazionali (Allerseelen, Alexei Borisov). Ha inciso oltre un centinaio di dischi e fra i suoi ultimi lavori in studio citiamo Toteninsel (con Allerseelen e Dying Plants Session insieme ad Alexei Borisov) e a Certain Degree of Atonality. Organizza, a livello nazionale, rassegne di elettronica sperimentale come AnomaliA, International Drone Day e Genova Modulare, ma anche multi linguaggio (DiSuoni DiVersi, DiSegni e Ancora Vivo!). Come fotografo ha all’attivo vari libri, tra i quali Kawaakari e Kotodama, dedicati al Giappone e Cielo Cadmio, una dedica personale a “Il Cielo sopra Berlino” di Wim Wenders. Nel 2025 alle Collettive “Lieu-Non Lieu” e “Guernica:Genesi di Un Progetto”.

Erica Volta

È ricercatrice, musicoterapeuta ed arpaterapeuta, musicista. Si occupa di ricerca multidisciplinare nell’ambito della percezione, dell’integrazione sensoriale e della tecnologia educativa, esplorando come il suono e l’esperienza multimodale possano favorire l’apprendimento e l’inclusione. Svolge attività psicoeducativa, clinica e di ricerca nell’ambito della musicoterapia e dell’arpaterapia, con particolare attenzione alle neurodivergenze in età evolutiva e adulta, al dolore cronico e all’integrazione sensoriale. Il suo lavoro si fonda su un approccio corporeo, vibroacustico e relazionale, in cui il suono diventa strumento di percezione, regolazione e cura.
Insieme a Stefano Bertoli ha fondato Thru the Leaves, duo di arpa celtica ed elettrica e live electronics, creando esperienze sonore immersive che uniscono natura, silenzio e sogno, tra ambient, folk e sound design contemporaneo.

Nicolò Baricchi e Maurizio Mongiovì (Team Hydra)

Costituiscono, insieme a Stefano Bertoli, il Team Hydra, progetto musicale di elettronica sperimentale dinamico e in continua evoluzione, aperto a collaborazioni e contaminazioni:

Tagli una testa, ne spunta un’altra.
Team Hydra muta: pelle, dinamiche, componenti.
Chi passa lascia tracce sonore.
Non gruppo. Organismo liquido.
Tre anime fisse. Porte aperte.
Cresce. Si disperde. Si ricompone.
Elettronica sperimentale dove l’identità è flusso, non forma.
Ogni live: una nuova incarnazione.
Hydra non finisce. Trasforma.

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